L’importanza del gioco

 

Nella scuola dell’infanzia il gioco, inteso come strumento euristico, riveste un’importanza fondamentale nel percorso di crescita dei bambini e delle bambine.

Come viene evidenziato nelle Indicazioni Nazionali 2025 «la promozione del gioco nelle sue diverse forme (gioco simbolico, di finzione, di immaginazione, di rappresentazione, di identificazione, gioco strutturato, non strutturato, di gruppo, ecc.) attiva nei bambini della scuola dell’infanzia processi di manipolazione della realtà sul duplice piano materiale e simbolico, di autocomprensione emotiva, di elaborazione di una propria teoria della mente, di intuizione, di introspezione, di concentrazione e riflessività, di comprensione di sé e dell’altro, di prosocialità, di ascolto, di comunicazione intenzionale, di cooperazione, di creatività, di espressione dei propri gusti e interessi, di immaginazione, di narrazione con l’utilizzo di una pluralità di linguaggi, di drammatizzazione».

Attraverso il gioco i bambini sviluppano diverse dimensioni:

  1. Dimensione relazionale e sociale: nel gioco di gruppo i bambini imparano a negoziare le regole, a gestire i conflitti e a riconoscere il punto di vista dell’altro, gettando le basi per una cittadinanza attiva e consapevole.
  2. Dimensione cognitiva: il gioco simbolico favorisce la capacità di astrazione indispensabile per i futuri apprendimenti logici e linguistici.
  3. Dimensione espressiva: la molteplicità dei linguaggi (grafico-pittorico, corporeo, musicale, narrativo) utilizzati durante il gioco permette ai bambini di esternare il proprio mondo interiore, consolidando la consapevolezza della propria identità in relazione agli altri.

Un bambino che gioca è un bambino che si sente protagonista. Quando il gioco è libero e spontaneo si genera nei bambini un profondo senso di gratificazione e crescita personale, la felicità scaturisce dal sentirsi capaci e liberi di esprimersi.

Il ruolo dell’insegnante è quello di regista che:

  • Progetta contesti: organizza spazi e tempi che stimolino la curiosità e invitino all’esplorazione (l’uso dei materiali naturali, del “non strutturato” o dei materiali di recupero), permettendo al bambino di cimentarsi con diverse possibilità espressive.
  • Osserva e documenta: attraverso l’osservazione sistematica l’insegnante osserva i processi di pensiero e le dinamiche relazionali che si attivano durante il gioco, trasformandoli in tracce per la riflessione e la documentazione didattica.
  • Incoraggia: l’insegnante incoraggia e condivide, senza invadere, creando un “porto sicuro” necessario per sperimentare e scoprire.

 

Suggerimenti

Proponiamo di giocare con materiali di recupero per favorire la creatività e sviluppare la fantasia dei bambini e delle bambine. 

A scuola possiamo organizzare un angolo con dei giochi destrutturatiAd esempio possiamo mettere in alcune scatole vari materiali come cilindri di cartone, scatole, contenitori di plastica, pezzi di stoffa, ecc. (facciamo sempre attenzione all’età ed evitiamo di lasciare i bambini e le bambine incustoditi in presenza di piccoli oggetti). Per questi giochi non c’è una regola prestabilita ma i bambini e le bambine sono liberi di sperimentare.

Ad esempio potranno creare dei mandala con le pigne e i materiali naturali, potranno realizzare dei castelli con i cilindri di cartoncino, potranno divertirsi a trasformare un pezzo di stoffa in un magico tappeto volante, e così via. Quello che conta è che attraverso ogni gioco faranno una nuova esperienza e svilupperanno la fantasia.

Il gioco è una grande opportunità per crescere felici.

 



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Suggerimenti:

Nel post “Speciale genitori: suggerimenti per le famiglie” potete trovare l’indice di tutti i post presenti nel sito di Fantavolando con suggerimenti e spunti per consolidare l’importante collaborazione tra la scuola e la famiglia. 

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